dal 10 al 30 dicembre 2017

Città domestica

dal cucchiaio alla città

Sala Espositiva “Virgilio Carbonari” – Palazzo Comunale – Piazza Alebardi, 1 – Seriate (BG)




Il progetto è il frutto di un percorso che si colloca nel solco di una tradizione che nella storia dell’architettura e dell’arte ha origini antiche e proseliti in tutti i tempi. E’ nel solco della “città immaginaria”, della “città dipinta”, della “città ideale”.

Città dalle occasioni più disparate, frutti dell’immaginario più disparato, riconducibile a un presupposto ideologico, metafisico, ludico, fantascientifico o quant’altro.






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LA MOSTRA

Sala Espositiva “Virgilio Carbonari” – Palazzo Comunale – Piazza Alebardi, 1 – Seriate (BG)
Aperta dal 10 al 30 dicembre 2017. Orari da mercoledì a sabato 16-19 e domenica 10,30-12 / 16-19.

“Città domestica” immaginata in quattro versioni (MODERNA, TURISTICA, SEDUTA, D’AUTORE) è composta da un insieme di architetture (ABITAZIONE, VIADOTTO, GRATTACIELO, CATTEDRALE) la cui forma è suggerita dall’imbuto, dalla caffettiera, dalla scodella che singolarmente o accoppiate danno origine ad un modello d’architettura. Un gioco dai risultati curiosi e sorprendenti. Comunque divertenti per chi li ha elaborati e per chi ha modo di vederli.

Infiniti i precedenti anche autorevoli a tal proposito, dalla “città ideale” attribuita a Piero della Francesca, alle “ricostruzioni” di Piranesi; dalla casa sul fiume di Claude-Nicolas Ledoux alle “città nuove” di Sant’Elia, o in tempi più recenti, al “ritorno dalla scuola” di Aldo Rossi, alle architetture utopiche di Noble; dallo “spremiagrumi multipiano per New YorK” dell’artista Isa Genzken alla “città analoga” di Cantafora.

DAL TESTO DELL’AUTORE

La città moderna

… così i disegni della “Città domestica” prodotti nel tempo libero, si fa per dire, degli ultimi dodici anni.
Sono i 60 piccoli disegni eseguiti, in punta di matita e colorati a pastello su un notes a quadretti…
… sono frutto di un gioco, di un passatempo elaborato parafrasando il motto “Dal cucchiaio alla città” di Ernesto Nathan Rogers in occasione della formulazione della “Carta d’Atene”.

La città turistica

… a creare con la negazione della prassi, con il ricorso all’estremo, all’utopia, all’eccesso, al ludico, il presupposto per una applicazione possibile, concreta.
Dall’utopia alla realtà.
Penso alla rinascimentale “Città ideale” (1480-1490) non meglio attribuita addirittura a Piero Della Francesca o a Botticelli.
Penso alle incisioni di Piranesi (1739-1805)
Penso all’architettura “visionaria post rivoluzionaria” di Claude-Nicolas Ledoux (1736-1806)
Penso ad Antonio Sant’Elia (1888-1916) …

La città seduta

… il disegno come ricerca dunque e come linguaggio per comunicare agli altri, oggi in gran parte “sostituito” dai sistemi tecnologici, per dar consistenza alle proprie idee, a verificarne l’esito.
Per me alcune volte questa prassi prevede anche esecuzioni a mano libera di un progetto già realizzato, quale processo lento, riflessivo sulle parti di dettaglio.
Quale analisi autocritica….

La città d’autore

… prima di essere veramente una costruzione, l’Architettura è pensiero, un’invenzione, una sorpresa. (Alberto Sartoris)
La mia Città Domestica non è solo un passatempo.
Lo è anche.
I risultati sono brani di architettura nati da un presupposto utopico…

Cesare Rota Nodari
(Almenno San Bartolomeo – Bergamo, 1935)

Laureato in Architettura, si è dedicato per diversi anni all’insegnamento e alla libera professione che svolge tuttora. Ha realizzato in Italia e all’estero edifici per la residenza, per la sanità, per il culto, per l’istruzione; edifici industriali; biblioteche pubbliche; restauri conservativi di edifici storici monumentali. Ha progettato diverse opere di design per la produzione seriale di arredi e complementi per la casa. Ha esposto in diverse mostre, opere di architettura, design, pittura e ceramica. Ha ricoperto incarichi in organismi scientifici nazionali e internazionali nell’ambito della salvaguardia e dello studio del patrimonio storico-artistico. Sue opere hanno ottenuto premi in concorsi nazionali e internazionali e recensioni in riviste d’arte e di architettura. E’ autore di testi scolastici, di saggi monografici d’arte e di architettura, di libri per bambini. Si segnalano: “San Tomè” (1971), “Architetture rustiche: Arnosto” (1976), “La rotonda di San Tomè, analisi di un’architettura romanica lombarda” (1997), “Emmanuel” (2001), “Io sono la luce del mondo” (2010), “Santa Caterina un tesoro recuperato” (2011), “San Tomè 2013, ipotesi e conferme da un restauro” (2013), “Natale e Pasqua nei presepi di Cesare Rota Nodari” (2016), “Gioppini” (2017), “Cinque Chiese X-XVI sec.” (2017). Abitare Segesta ha pubblicato nel 2005 la monografia “Cesare Rota Nodari architetture, forme, segni”. E’ Accademico attivo dell’Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo.